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"Peuple réveille-toi"

jjaunesUn augurio di “Buon Anno” con la speranza che possiamo ritornare sia a dare il giusto valore a ciò che ci attornia, sia a ritrovare lo spirito di “popolo”, a ristabilire una vera unione tra essere umani, e un grazie va a quella classe politica che ci sta governando da Bruxelles e che ci sprona ad andare in questa direzione. Un grazie va proprio a Juncker & company perché ci stanno aiutando, a modo loro, a prendere coscienza del fatto che siamo stati declassati da cittadini a esseri puramente materialisti, che pertanto meritano di essere trattati come dei bancomat.
Per chi non riuscisse ancora a vedere questo trattamento impostoci come un giogo, vi invito a recarvi in Francia, dove sarà facile vedere i giubetti gialli, e non potrete che provare simpatia per gente che protesta pacificamente ai bordi delle strade, all’uscita dei caselli autostradali e alle rotonde. Si tratta di semplici cittadini che non riescono ad arrivare a fine mese e sono lì ad incitare altri cittadini a risvegliarsi a suon di cartelloni “PEUPLE REVEILLE TOI”, a chiedere giustizia sociale e una diminuzione delle tasse.
Gli è ben chiaro che da cittadini si sono trasformati in mucche da mungere alla mercé di uno stato e di un super stato, che chiede loro di devolvere il 45% delle proprie entrate, pagare tasse sui carburanti e “donare” parte dei loro risparmi per mantenere una classe politica che legifera per se stessa, vedi l’ultimo aumento di stipendio che i tecnocrati europei si sono auto-imposti a dicembre 2018 causa il rincaro del costo della vita. Vi posso confermare che effettivamente a Bruxelles, a Parigi, a Strasburgo e in Lussemburgo la vita è cara, dall’altra parte, ingenuamente, mi chiedo, come mai gli stipendi di tutti i cittadini europei impiegati sia nel pubblico sia nel privato non siano stati aumentati allo stesso modo. Forse la risposta, a dir poco inquietante, ci è già stata data proprio da un ministro italiano, la signora Boldrini, la quale ha affermato che i migranti rappresentano il nuovo stile di vita degli italiani. Che intendesse proprio che i cittadini italiani o meglio europei, eccezione fatta per i tedeschi, hanno da essere ridotti in schiavitù e accontentarsi di stipendi da fame come avviene per i migranti?
Da questo tipo di risposte e azioni compiute dai politici europei, ben si comprende la reazione dei cittadini francesi, i quali con le loro proteste stanno rispondendo nella stessa lingua parlata dalle burocrazie di Parigi e di Bruxelles, l’unica in grado di essere compresa. In fatti, in Francia nel giro di poche settimane il prezzo dei carburanti é sceso a € 1,15 quando a fine ottobre lo volevano portare a €1,45 – 1,50 e Macron, evidentemente terrorizzato, visto che gli hanno versato un camion di letame sotto casa, ha ben pensato di sfondare il deficit del 3% dichiarando la fine del fiscal compact.
Infine, con l’obiettivo di fare informazione, vi invito a leggere questa lettera pubblicata da Maurizio Blondet e scritta da una immigrata italiana che vive in Francia: https://www.maurizioblondet.it/un-messaggio-dai-gilet-gialli/