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Natale 2017: Il desiderio di vivere in un mondo più umano

gandhi disobedienceUna volta c’erano i re e forse in un futuro, non tanto lontano, ci renderemo conto che di presidenti occupati a giocare alla guerra, fare gli interessi delle multinazionali, mantenere in schiavitù i popoli e distruggere il pianeta possiamo farne a meno.

Auspicando di fare cosa gradita, riporto alcuni pensieri sullo stato, la democrazia e il potere di Gandhi, tratti dal libro “All men are brothers: Life and Thoughts of Mahtma Gandhi as Told in His Own Words”:

“Lo stato rappresenta la violenza in forma concentrata e organizzata. L’individuo ha un’anima, ma lo Stato, essendo una macchina senz’anima non potrà mai rinunciare alla violenza alla quale deve la propria esistenza.”

“La democrazia e la violenza vanno male assieme. Gli Stati, che oggi sono democratici di nome, o devono diventare apertamente totalitari, o se vogliono diventare davvero democratici, devono coraggiosamente diventare non-violenti. E’ una bestemmia dire che la non-violenza può essere praticata solo da individui e mai da nazioni, che sono composte da individui.”

“La maggior parte della gente non comprende il complesso meccanismo del governo. Non si rende conto che ogni cittadino silenziosamente, ma non per questo meno fermamente, sostiene il governo del giorno in modi dei quali non è consapevole. Perciò ogni cittadino si rende responsabile di ogni atto del suo governo. Ed è senz’altro giusto ch’egli lo sostenga fino a quando le sue azioni sono sopportabili. Ma quando nuocciono a lui e alla nazione, diventa dovere del cittadino ritirare il suo appoggio. “

“Per molto tempo siamo stati soliti pensare che il potere derivi soltanto dalle assemblee legislative. Ho considerato questa convinzione un grave errore provocato dall’inerzia o dalla suggestione. Uno studio superficiale della storia ci ha indotti a pensare che ogni potere filtri nel popolo dai parlamenti. La verità è che il potere risiede nel popolo ed è affidato momentaneamente a coloro che esso sceglie come suoi rappresentanti. I parlamenti non hanno potere e neppure esistenza indipendentemente dal popolo… La disubbidienza civile è il deposito del potere. Immaginate un intero popolo riluttante a conformarsi alle leggi della legislatura e pronto a sopportare le conseguenze di questo suo dissenso. Immobilizzerà tutto il meccanismo legislativo ed esecutivo. La polizia e l’esercito servono a forzare le minoranze per quanto potente esse possano essere, ma nessuna coercizione poliziesca o militare può piegare la volontà risoluta di un popolo, pronto a soffrire fino al limite estremo …”

Sento che fondamentalmente il male è lo stesso in Europa come in India… ed è perciò probabile che si possa applicare lo stesso rimedio. Spogliato di ogni mimetizzazione, lo sfruttamento delle masse in Europa è sorretto dalla violenza. La violenza praticata sulle masse non eliminerà mai il male. Ad ogni modo, l’esperienza finora ha mostrato che il successo della violenza è stato di breve durata ed ha portato maggiore violenza. Finora si sono tentate soltanto variazioni della violenza e controlli artificiali dipendenti soprattutto dalla volontà dei violenti. Nei momenti cruciali questi controlli naturalmente non hanno funzionato. Mi sembra perciò che prima o poi le masse europee dovranno ricorrere alla non-violenza, se vogliono ottenere la liberazione.

“Credo che la vera democrazia possa procedere soltanto dalla non-violenza. Si possono innalzare le strutture di una federazione mondiale soltanto sul fondamento della non-violenza; e si dovrà rinunciare totalmente alla violenza nei rapporti mondiali.”

“La disubbidienza civile è un diritto intrinseco del cittadino. Che non osi rinunciarvi, se non vuole cessare di essere un uomo. La disubbidienza civile non è mai seguita dall’anarchia. A questa può portare la disubbidienza criminale. Ciascuno stato reprime la disubbidienza criminale con la forza ma reprimere la disubbidienza civile è cercare di imprigionare la coscienza.”

“La perfetta disubbidienza civile è una ribellione priva di violenza. Un perfetto oppositore civile ignora semplicemente l’autorità dello Stato diventa un “fuorilegge” che afferma di disprezzare qualsiasi legge di uno stato immorale … … La sottomissione alla legge dello stato è il prezzo che il cittadino paga con la propria libertà personale. Perciò la sottomissione a una legge di Stato totalmente o in parte ingiusta è un baratto immorale con la libertà. Un cittadino che si rende conto della natura malvagia di uno Stato, non si accontenta di vivere rassegnandosi ad esso; e perciò a coloro che non condividono la sua opinione, appare nocivo alla società, quando si sforza, senza commettere infrazione morale, di costringere lo Stato ad arrestarlo. Considerata in tal modo la resistenza civile è la più potente espressione dell’angoscia di un’anima e un’eloquente protesta contro il perdurare di uno stato malvagio. Non è questa la storia di ogni riforma? …”

“Per me il potere politico non è un fine ma uno dei mezzi per permettere al popolo di migliorare le sue condizioni in ogni settore della vita. Potere politico vuol dire capacità di governare la vita nazionale per mezzo di rappresentanti nazionali. Se la vita nazionale diventa così perfetta da governarsi da sé, non occorre più nessuna rappresentanza. Si ha allora uno stato di illuminata anarchia. In un tale stato ciascuno è governante di se stesso e si governa in modo da non molestare mai il vicino. Perciò nello Stato ideale non vi è potere politico perché non vi è Stato. Ma nella vita, l’ideale non si attua mai pienamente. Donde la classica affermazione di Thoreau, che il miglior governo è quello che governa meno.”

Se a qualcuno sfiorasse il pensiero che Gandhi appartiene al passato, vi riporto il punto del professor Noam Chomsky, secondo il quale la democrazia è scomparsa sia in America sia in Europa e definisce “gli stati per come sono strutturati ai giorni nostri una frode, i governanti terrorizzati dai popoli, lì a legiferare per tagliare la spesa pubblica e aumentare le tasse mantenendo i cittadini il più possibile nell’ignoranza.” In Europa la situazione è più terribile che mai, “poco importa quello che i popoli pensano, i governi nazionali devono seguire le direttive macro-economiche stabilite dalla Commissione Europea. Le elezioni sono sempre più prive di qualsiasi significato, proprio come nei paesi del Terzo Mondo, che sono governati da istituzioni finanziarie internazionali. Questo è quello che l’Europa ha deciso di diventare.”

Mi auguro infine che nel cogliere la VERITA’ di quanto sopra riportato, possiamo tutti assieme iniziare a PENSARE e a PONDERARE AZIONI su come uscirne, ognuno nel suo piccolo partendo dal proprio microcosmo e collaborando assieme per raggiungere un mondo più umano.

Buone riflessioni, Tatiana